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DUE MONDI SI INCONTRANO - Parte 1

VALENTINE: Che cittadina particolare, non ne avevo mai viste di simili prima d'ora, anche se in un certo senso mi ricorda Winhill! Ma guardate qua, tutte queste casette vicine, tutte intorno a questa piazzetta, è un paesino intimo. E poi...

Lo sguardo di Valentine andò al grande palazzo che sorgeva dietro le piccole case di Nibelheim.

VALENTINE: E poi quell'edificio laggiù sembra quasi vegliare sul paese, così imponente, così vistoso, così cupo.

MIR: Uhm, che strana costruzione, magari potrebbe essere interessante osservarne gli interni.

Mir guardò Jean con un'espressione inequivocabile. Il Capitano avrebbe preferito evitare la divisione del gruppo e, anzi, avrebbe preferito senz'altro fare solo qualche domanda e andare via, raggiungere Esthar e concludere al più presto la missione con un grande successo. Mir The Great, col suo carattere frizzante, lo intimoriva; Valentine, il SeeD di Galbadia, lo imbarazzava e lo riportava con la mente a lei, Leya; e poi Krysta, il SeeD più indisciplinato del Garden, l'unico che non aveva un minimo di rispetto neanche per il Preside Cid. Nulla. Avrebbe potuto mandare tutto all'aria con il suo carattere impulsivo e ribelle. Jean non riusciva neanche a pensare lontanamente ad un fallimento, ma la presenza di tanti elementi di disturbo all'interno dello stesso gruppo non lo rassicurava per niente. Per questo avrebbe preferito tenerli tutti sotto il suo controllo, almeno fino all'arrivo ad Esthar.

MIR: Già, mi piacerebbe molto. È un vero peccato che siamo in missione.

VALENTINE: Sì, questo paesino sembra molto accogliente, anche se è così silenzioso...
Sarebbe un peccato perdersi un'occasione come questa.

Krysta se ne stava poco distante e non parlava. Teneva lo sguardo fisso su una casa che si trovava sul lato opposto del villaggio e che sembrava abbandonata da chissà quanto tempo. Inoltre lo incuriosiva quella lapide che era lì vicino. Più che una lapide, un pezzo di pietra inciso a mano. Krysta se ne stava con lo sguardo lontano e senza accorgersene iniziò a camminare in direzione della casetta.

JEAN: Uhm?

Jean era distratto dai chiacchiericci di Mir e Valentine, e solo dopo qualche minuto si accorse che Krysta si stava allontanando.

MIR: Però forse potrei...

VALENTINE: Magari potrei...

JEAN: Sì, sì! Avete il permesso di visitare la città! Andate dove volete!

MIR: Grandioso!

VALENTINE: Evviva!

JEAN: Krysta, fermati!

VALENTINE: Eh?

JEAN: Maledizione! Sentite, ci vediamo fra un'oretta qui nella locanda. Non voglio ritardi. Siamo intesi?

MIR e VALENTINE: Sì, Capitano!

In pochi secondi i due si volatilizzarono.
Jean corse a riprendere Krysta, ormai a pochi passi dalla casetta che tanto lo attirava. Arrivatogli vicino lo prese per un braccio e il SeeD si girò di scatto scrollandosi di dosso il Capitano in malo modo.

KRYSTA: Non azzardarti ad afferrarmi più in quel modo! La prossima volta userò la spada.

JEAN: Maledizione, sei un ragazzino indisciplinato e nient'altro! Lo capisci che siamo in missione e che non puoi permetterti di andartene dove e quando vuoi?! Sei sotto il mio comando, e se desideri spostarti, devi chiedere il permesso!

KRYSTA: Sei un buffone!

JEAN: Se continui così verrai cacciato dal Garden.

KRYSTA: Non importa.

JEAN: Che vuoi dire con non importa, eh?! Sei un SeeD, come fai ad essere così superficiale?!

KRYSTA: Sta' zitto, Jean! Non ho mai detto che sono contento di essere un SeeD. Lo sono e basta, e se mi dovessero cacciare dal Garden, che facciano pure. Per me fa lo stesso.

JEAN: Sei tu il buffone, che disobbedisci a qualsiasi cosa solo per il gusto di farlo.

KRYSTA: No, sei tu il buffone, che prendi ordini da chiunque, che li esegui senza chiederti se siano giusti o no. Dici sempre di sì senza fiatare. Sei solo un pupazzo.

Jean si stava pian piano lasciando sopraffarre dalla rabbia, e solo a fatica riuscì a controllarsi. Quel tono lo irritava, quelle parole lo irritavano, quel viso che rimaneva sempre inespressivo lo irritava. Per contenersi stava facendo uno sforzo incredibile.

JEAN: Basta, ne ho abbastanza di te e delle tue chiacchiere.

KRYSTA: ...

JEAN: Fra un'ora alla locanda. Un minuto di ritardo e sei fuori dalla missione.

KRYSTA: ...

Jean si allontanò visibilmente innervosito e si diresse al centro della piazza dove c'erano alcune persone a cui avrebbe potuto fare delle domande.

   
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