 |
|
PROBLEMI E DECISIONI
- Parte
1
 
Il silenzio che aveva accompagnato il gruppo durante il viaggio fu molto pesante soprattutto per Clio, che era piombata in una situazione assurda. Lei, che negli ultimi cinque anni non aveva pensato ad altro che alla vendetta e che non desiderava nient'altro, era ora con quattro persone che provavano nei suoi confronti solamente odio. Quel silenzio celava e teneva sotto controllo una tensione intollerabile. Clio era conscia di tutto ciò e non sapeva dove indirizzare gli occhi; cercava di non piangere e di tenere duro.
Incrociare lo sguardo di qualcuno avrebbe solo peggiorato le cose, ancor peggio tentare di parlare e spiegarsi. In fondo quelle erano quattro persone sconosciute ed una era in fin di vita per le sue miserabili azioni. Era peggio di un incubo. Clio non poteva aprire gli occhi e tornare a vedere le sue piante. Clio avrebbe aperto gli occhi, e avrebbe continuato a sentire quell'odioso silenzio e a vedere quelle facce ostili.
Quando arrivarono, Laguna li accolse col sorriso. Con lui c'erano i suoi inseparabili consiglieri.
LAGUNA: Bene ragazzi!
L'entusiasmo di Laguna non era assolutamente condiviso da nessuno.
LAGUNA: Non preoccupatevi per Jean, quel ragazzo ha la pelle dura, non fate quelle facce, fra un po' vedrete che si rimetterà. Dobbiamo essere forti anche per lui, sono sicuro che non sarebbe felice di sapere che vi preoccupate così tanto. Quindi non abbattetevi, e piuttosto rimboccatevi le maniche per andare fino in fondo a questa storia!
Non ho forse ragione, Kiros? Noi ce la siamo vista anche peggio! Ha ha ha!
KRYSTA: Ma cosa diavolo ridi?!
MIR: Calmati, Krysta...
Mir gli si era avvicinato appoggiandogli la mano sul braccio, ma Krysta si girò di scatto verso di lui scansandolo.
KRYSTA: Calmarsi cosa?! Quel bastardo voleva farci fuori e questo ride!
LAGUNA: Ma alla fine è andato tutto per il meglio. È morto solamente quel Ling.
MIR: Leng!
LAGUNA: Beh, sì insomma, quello lì. È inutile crucciarsi per quello che sarebbe potuto accadere. Bisogna guardare al futuro con fiducia!
KRYSTA: Vai al diavolo!
MIR: Non è questo il modo di sfogare la tensione, Krysta. Cerca di calmarti.
VALENTINE: Mir ha ragione, Kry. Non serve a niente prendersela con Laguna, sta solo cercando di tirarci su il morale.
KRYSTA: Non mi calmerò fino a quando questo scemo non la smetterà di ridere e fino a quando...
Krysta si girò di scatto verso un'intimorita Clio, che sapeva che prima o poi sarebbe stata chiamata in causa.
KRYSTA: Tu, maledetta spia, non ci avrai dato un bel po' di spiegazioni.
LAGUNA (Rivolgendosi a Mir): È un ragazzo davvero impossibile...
MIR: Non me lo dire...
Krysta non aveva parole.
KRYSTA: Ma tu che uomo sei? Come fai ad essere a capo di Esthar?
LAGUNA: Ma perché ti comporti in questo modo così intrattabile? Dovresti essere più gentile con la gente. Non farti prendere dal nervosismo solo perché sei stato tradito.
KRYSTA: Non voglio sentirmi dire cosa fare e come fare da uno come te, e non sono arrabbiato perché ci sono delle maledette spie! Tradire il prossimo è la specialità dell'uomo, non mi sorprende affatto!
LAGUNA: Non capisco dove sia il problema, allora.
KRYSTA: Non devi capire! Devi renderti conto che la situazione non è facile come credevi che fosse!
MIR: Stai facendo del gran rumore per nulla, tu non conosci affatto Laguna. Lui lo capisce benissimo che la situazione è grave! Non è proprio questo il modo di comportarsi, Krysta!
KRYSTA: Smettila di fare il coscienzioso, mi hai stancato anche tu! Sei capace solo a parlare!
VALENTINE: Kry... sentiamo cosa ha da dire Laguna, e poi vediamo. Non puoi sfogarti con chi capita perché sei confuso.
Krysta in verità era turbato da quello che aveva visto a Nibelheim e dalla possibilità di poter essere nato in quel luogo. Era turbato per quella ragione e lo sapeva benissimo.
MIR: Ah, giusto! Ecco perché sei così nervoso! Brava Val, sei una grande psicologa.
LAGUNA: Ma di che state parlando?
MIR: Eh, una storia lunga! E a dire il vero non ci ho capito molto nemmeno io. Comunque poi te la spiego, ok?
LAGUNA: Ok... i giovani di oggi non li capisco proprio.
L'uomo alla destra del Presidente, quello alto e grosso come una montagna, scosse la testa in maniera sconsolata. L'altro consigliere, quello magro e dalla pelle scura, sogghignando decise di intervenire.
KIROS: Ward dice che cominci a parlare come un vecchietto.
LAGUNA: Chi, io?!
KRYSTA: Andate al diavolo! Se volete pensare a cosa fare, pensate pure.
Il ragazzo nuovamente guardò Clio con freddezza.
KRYSTA: Io intanto voglio farti qualche domanda.
Clio era intimorita e non rispondeva, faceva solamente cenni con la testa.
LAGUNA: Non essere troppo duro.
MIR: Guardala, non ha un bell'aspetto. Dev'essere davvero molto scossa.
KRYSTA: State zitti!
VALENTINE: Ehi, che modi!
Valentine si mise fra Clio e Krysta e con l'indice puntato verso quest'ultimo iniziò una ramanzina che durò abbastanza da far arrendere Krysta.
VALENTINE: Bene, le domande gliele farò io. Vai a calmarti laggiù, tu.
|
 |
 |