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JEAN, LEYA, LUCIFERO
- Parte
1
 
VOCE: Caposquadra! Caposquadra!
Una voce fece sussultare Jean. Di colpo si rese conto che qualcosa non tornava. Il luogo non era lo stesso in cui ricordava di essere stato prima di perdere i sensi: era notte e il suo gunblade era appeso alla schiena. Poi c'era quella voce. Aveva paura di voltarsi, paura per ciò che avrebbe visto.
VOCE: Caposquadra! Mi senti? Allora!!!
Dimenticando il suo timore si voltò e, di colpo, un fiume di emozioni lo travolse completamente.
JEAN: Le... Leya?!
Di fronte a lui una ragazza lo squadrava con aria indispettita: aveva i capelli castani e gli occhi verdi. Occhi verdi che brillavano di impazienza, l'impazienza tipica della recluta che si trova in azione per la prima volta. Rivedendola viva davanti a sé non poté fare a meno di riconoscere che ciò che aveva detto a Valentine in ospedale era vero: la somiglianza tra le due era davvero terrificante.
LEYA: Ehm... Caposquadra che ti prende? Certo che sono Leya, non mi riconosci?
Improvvisamente Jean si rese conto di ciò che stava accadendo. In un modo o nell'altro era stato trasportato dalla piazza di Dollet a quella maledetta notte della sua prima missione in qualità di SeeD. La stessa notte che otto anni prima cambiò radicalmente la sua vita.
JEAN (Abbozzando un sorriso): Chiamami Jean, quel "Caposquadra" non mi si addice, mi fa sentire troppo vecchio... Allora, Leya, che ne dici se facciamo saltare questo posto e ce ne torniamo al Garden? Se ce la facciamo sarò lieto di offrirti una cena completa nel migliore ristorante di Balamb! * Sono stato spedito davvero indietro nel tempo! *
LEYA (Sorridendo): Certo che sei veramente strano! Come fai a pensare al cibo in un momento come questo?
JEAN: Il cibo è quanto di più buono ci sia e poi... No, questo te lo dirò quando termineremo la missione.
Nascosti al riparo in un bosco i due scrutavano l'oscurità. Attraverso il binocolo ad infrarossi riuscivano a vedere chiaramente i neri bastioni che circondavano la base militare. In ogni accesso si potevano notare le sagome dei piantoni e sopra i parapetti altre sentinelle facevano la spola da un lato all'altro delle mura. Entrare là dentro non sarebbe stato per niente facile, ma se volevano dimostrare di essere dei veri SeeD quello era il minimo che dovevano fare.
JEAN: Bene, diamo inizio alle danze!
Come delle ombre, iniziarono l'avanzata verso le mura. La missione prevedeva l'infiltrazione all'interno della base e il modo migliore era prendere il posto di due sentinelle che avevano avvistato a qualche metro da loro. I due SeeD le presero alle spalle e con un rapido colpo sulla nuca le neutralizzarono. Non avevano fatto alcun rumore. Rapidamente si caricarono i corpi in spalla e li portarono nella radura per poter indossare le loro uniformi.
LEYA: Jean... potresti girarti?
JEAN (Arrossendo): Ah sì, scusa.
Quando entrambi si furono dati le spalle buttarono rapidamente via i loro vestiti e indossarono le divise dei soldati galbadiani.
JEAN: E ora speriamo di non fare mosse false...
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