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RICORDI E ILLUSIONI - Parte 1

CLIO: * Ho freddo. È l'unica cosa che sento. L'ultimo viaggio dimensionale è stato il peggiore di tutti. Mi ha travolto completamente e non riesco a pensare a nulla. Sento solo
freddo. *

Clio aprì gli occhi, per cercare di capire dove fosse finita.

CLIO: * È tutto buio. L'unica cosa che riesco a vedere è il nulla. Non è confortante, ma almeno sono ancora viva. Devo tornare indietro. Ma non posso fare altro che aspettare. Aspettare che un'altra esplosione mi riporti da dove sono venuta. *

VOCE: * Non ci sarà ritorno. *

CLIO: * Chi ha parlato? *

La ragazza si guardò intorno per capire chi avesse pronunciato quella frase.

CLIO: * Sembrava una voce familiare, ma non vedo nessuno! Tranne... una luce! *

Un lieve bagliore in lontananza attirò Clio, che cercò di raggiungerlo come poteva. Fluttuava in quel buio gelido, non poteva camminare. Allungò un braccio, quando improvvisamente il bagliore cominciò a splendere e ad ingrandirsi, fino ad investirla, accecandola con la sua luce gelida.
Clio riaprì lentamente gli occhi, che aveva tenuto serrati per qualche secondo, fino a sentirli bruciare.

CLIO: * È ancora tutto buio... *

Lentamente però, la sua vista si abituò all'oscurità, e stavolta riuscì a distinguere delle sagome. Vide delle gabbie, davanti a lei, che le sembravano molto familiari.

CLIO: * Sembra proprio il mio vecchio laboratorio... *

Si avvicinò ad una delle gabbie, cercò di guardarci dentro e vide un cucciolo arrotolato su sé stesso.

CLIO: * È vivo, lo sento respirare. Probabilmente sta dormendo. *

Clio chiuse gli occhi e venne travolta da una misteriosa energia.

CLIO: * Sento la vita che mi circonda. Non so come, ma percepisco attorno a me la presenza di altri esseri viventi. Vorrei tanto sapere chi sono e cosa provano. Vorrei tanto sentire la loro voce. Ma non li posso capire. Non più. Non mi parlano più da tempo ormai. Perché, perché? Si sentono traditi? La natura non mi riconosce più? Che cosa è cambiato, che cosa? *

La mente vuota di Clio adesso si era riempita di troppi pensieri e domande a cui non poteva dare risposta.
Respirò profondamente, per riacquistare la calma che aveva perso senza motivo.

CLIO: * Non è il momento di farsi prendere dal panico e dalla tristezza. Se sono alla Shinra, allora hanno ripreso gli esperimenti. E in questo caso c'è il rischio che qualcuno mi trovi. Ormai sono una traditrice, devo andare via al più presto! *

VOCE: * Il tuo passato. È qui vicino. Non fuggire da te stessa. Guarda in faccia la realtà. *

CLIO: * Ancora! *

Clio si girò nella direzione da cui proveniva quella voce. Non c'era nessuno. Guardò meglio, incuriosita e spaventata allo stesso tempo. Nel buio riconobbe la sagoma di una persona appoggiata alla sua vecchia scrivania. Sembrava che stesse dormendo.

CLIO: * Proprio come facevo io, restavo sempre qui fino a tardi e mi addormentavo per la stanchezza. Chissà chi è. Chissà se è qui solo per studiare, o se è a conoscenza dei piani di conquista della Shinra. *

Ipnotizzata da questi pensieri, Clio cominciò ad avvicinarsi alla scrivania.

CLIO: * Eppure non è solo questo. Non è una semplice somiglianza quella che sento. Io la conosco. So chi è, sento la sua vita, la sua energia. Come sento quella degli altri esseri viventi che ci sono qui. È come se qualcosa ci collegasse tutti, ed io riesco a percepirlo. *

Clio si ritrovò a breve distanza dalla scrivania. Un solo passo e avrebbe potuto vedere il volto della persona che dormiva lì. Era molto tesa, ed esitò un momento. Poi finalmente, si sporse un po' in avanti e la guardò. Restò pietrificata da quello che vide: una ragazza identica a lei.

CLIO: * Sono io! Sentivo di conoscerla, ma questo... è impossibile. Ha i miei lineamenti, i miei capelli. Cosa significa? Calma calma, respira! Respira! Dev'esserci una spiegazione logica! *

Clio cominciò ad indietreggiare finché si appoggiò con la schiena ad una della gabbie.

CLIO: * Pensa, rifletti. Un'esplosione azzurra ti porta qui, in un laboratorio simile al tuo, con delle cavie, ed un tuo clone che sembra vivere esattamente allo stesso modo in cui vivevi tu in passato. Ecco, il passato! Questa è la chiave! Le esplosioni azzurre sono anche in grado di collegare diverse dimensioni temporali. Per questo sono qui. Indietro nei giorni, o forse nei mesi. *

Trovata una spiegazione logica a quell'assurda situazione, Clio si tranquillizzò.

CLIO: * Devo andarmene di corsa. Non so che cosa potrebbe succedere se incontrassi me stessa. E non voglio scoprirlo. *

La ragazza si voltò per dare un ultimo addio ai suoi amici, cosa che non aveva potuto fare prima che morissero.

CLIO: * Forse dovrei fare qualcosa per salvarli. Portarli via... E poi? No, meglio lasciare le cose come stanno. Non si può cambiare il proprio destino. Ed è meglio non interferire con quello degli altri. *

Clio guardò dolcemente tutti i suoi amici, uno ad uno. Lentamente, quasi sentissero il suo silenzioso addio, gli animali si svegliarono e si avvicinarono alle gabbie. Ma la loro espressione era tutt'altro che dolce. I loro occhi erano freddi e si stavano scagliando come potevano contro di lei. Clio non era affatto tranquilla, intuiva che gli animali la minacciavano. Ormai da tempo non riusciva più a sentire le voci della natura, non capiva le intenzioni dei suoi amici, ma sapeva che volevano attaccarla. La paura l'assalì velocemente.

CLIO: * Cosa fanno? Perché cercano di attaccarmi? Sono gli unici esseri viventi di cui mi fido, ma adesso anche loro mi stanno tradendo, perché? Ormai sono completamente sola, posso contare solo su me stessa... *

Clio era immobilizzata, non sapeva come comportarsi, non riusciva nemmeno ad andare via da lì. Improvvisamente le piante cominciarono a crescere a dismisura, avvolgendo le gabbie, dirigendosi verso di lei e stringendole la vita.

CLIO: * Devo liberarmi, devo fuggire. Non posso fare altro che usare la magia. Qualcosa che li danneggi il meno possibile, qualcosa che non li faccia soffrire a lungo! Il potere del ghiaccio andrà bene, mi libererò e scapperò via! *

Nonostante il terrore e la stretta che le faceva mancare il respiro, Clio si concentrò per invocare il potere della sua Materia. Dal nulla comparvero degli aculei ghiacciati che liberarono la ragazza dai sottili rami che la stringevano. Ma non finì lì. Lo stato in cui si trovava rese la magia instabile, e sfuggì al suo controllo. Migliaia di lame comparivano continuamente, andando a colpire tutti gli esseri che in quel momento la minacciavano.

CLIO: * Li sto uccidendo... tutti... *

La magia si fece sempre più intensa, finché tutto il laboratorio fu illuminato da una forte luce azzurra. Clio non poteva più guardare e si coprì il volto con le mani. Infine tutto cessò. Il silenzio cadde nel laboratorio e Clio non percepì più la vita di quelle creature. Erano tutte morte. Si scoprì il volto, e vide il bagliore azzurro che lentamente si spegneva.
Riconobbe quell'atmosfera.

CLIO: * È la luce... la stessa luce che vidi quando mi svegliai... *

Come se avesse ascoltato i suoi pensieri, la ragazza addormentata cominciò a svegliarsi. Clio si nascose e guardò agghiacciata quella scena, quella che aveva vissuto lei stessa poco tempo prima: la ragazza che, in preda all'ansia, si svegliava e scopriva quella tragedia. Poi, incredula e in lacrime, usciva dal laboratorio e si dirigeva alla scoperta della tragedia ben più grande: l'ecatombe di ogni singola cavia nel centro sperimentale della Shinra. Come da copione ne fu terribilmente shockata, e in stato confusionale prese a fuggire senza una meta.
Mentre Clio assisteva a quello spettacolo capì che era stata lei stessa l'artefice di tutto. Era stata lei a provocare la luce azzurra che la fece svegliare, ed era stata lei ad avere ucciso tutti i suoi amici.

CLIO: * Ma perché? Forse non mi hanno riconosciuta, perché vengo dal futuro? O forse anche loro non mi hanno mai considerata un'amica, ma solo un essere che li usava per i propri scopi? Ma cosa importa? Alla fine li ho uccisi io con le mie mani! Altro che esplosioni azzurre e dimensioni parallele, è tutta opera mia, solo mia! Come tutto il resto, io sono sempre stata la causa di tutte le tragedie che hanno travolto i miei cari. Dovrei odiare solo me stessa, non la Shinra, né Gevurah, ma solo me stessa! *

Il volto di Clio era pallido e gli occhi annebbiati. Rannicchiata in un angolo del laboratorio, strinse le ginocchia al petto e abbassò la testa mentre cercava di trattenere quel dolore che sentiva dentro di sé.

CLIO: * Non voglio piangere, non è più tempo di piangere *

Nuovamente il buio l'avvolse, e l'aria si fece fredda.

   
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