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RITORNO AL GARDEN DI BALAMB
- Parte
1
 
GABRIEL: Hu hu hu... ancora non riesco a crederci...
Era un luogo vasto, tenebroso ed antico, quello in cui era immerso Gabriel Shinra. La sua risata rieccheggiò cupa tra le strutture metalliche annerite dallo scorrere di incalcolabili eoni. Una fioca luce di un color giallo oro riverberava tutt'intorno, ma non era sufficiente per poter scorgere con chiarezza i confini di quell'ambiente. Gabriel Shinra se ne stava comodamente seduto su una sontuosa poltrona riccamente decorata da simboli arcani. Contemplava assorto la fonte di quella luce innaturale con aria sognante.
Heidegger era in piedi a pochi passi da lui e anch'egli pareva alquanto emozionato; ma c'era una sostanziale differenza. Il grasso generale vedeva solo ciò che aveva di fronte e solo a quello erano rivolti i suoi pensieri; il Presidente, invece, guardava avanti, molto avanti nel futuro.
HEIDEGGER: Questa è una scoperta assolutamente eccezionale e imprevista, una vera e propria manna caduta dal cielo.
GABRIEL: Ha ha ha!!! L'avresti mai detto, Heidegger, che persino il destino ci avrebbe aiutati? Evidentemente è Dio stesso che vuole favorire la Shinra affinché domini questo mondo.
Porteremo il progresso e la nostra luce in tutti gli universi conosciuti!
HEIDEGGER: Gya ha ha ha! La Shinra trionferà ovunque!
GABRIEL: Heidegger... tu sai bene cos'era rimasto di questa grande organizzazione dopo l'arrivo di Meteor. Tutto era in rovina, la disperazione era precipitata su Midgar, e il caos, la distruzione erano le uniche cose rimaste. E poi quel folle manipolo di terroristi... come si chiamava?
HEIDEGGER: Avalanche.
GABRIEL: Avalanche!!! Che come una valanga spazzò via tutto ciò che faticosamente gli uomini illuminati avevano costruito... e tutto per l'insana follia di mettere un pianeta al di sopra dei progetti umani.
HEIDEGGER: Ma poi anche i nostri scienziati scoprirono che...
GABRIEL: Sciocchezze! Che cosa vuoi che me ne importi di quel pianetucolo?! I fini dell'uomo sono superiori, che crepi! Che si dissolva! Una volta sfruttato e spremuto a dovere troveremo un altro pianeta uguale, anzi migliore! E ora il sogno si è realizzato... ora so che tutto questo sarà possibile!
HEIDEGGER: Giusto, Presidente Shinra!
GABRIEL: Quanto abbiamo dovuto lottare, quanti sacrifici per rimettere insieme questo nostro impero! Ma ora ecco che ne godiamo i frutti. Questa nave volante... questa titanica, immensa reliquia di qualche universo perduto, sarà la nostra fortezza! Mwa ha ha ha!!!
HEIDEGGER: I nostri scienziati sono già all'opera. Intanto ho inviato diverse squadre in perlustrazione; stanno facendo una sommaria mappatura di questo velivolo. È grande come una città, anzi che dico! Sarà grande almeno tre volte Midgar! È incredibile che possa volare! Eppure il nostro staff non ha dubbi in proposito.
GABRIEL: Dettagli... Ciò che realmente mi affascina è questa colonna di luce che abbiamo di fronte.
Un cilindro di similvetro largo venti metri e alto cinquanta si stagliava di fronte ai due uomini. Era quello l'oggetto della contemplazione di Gabriel, ed era da esso che la luce si irradiava.
Al suo interno circolava un'energia pressoché infinita, energia allo stato puro, imbrigliata con chissà quale incredibile tecnologia, un capolavoro della tecnica, una mostruosità creata da mani sconosciute.
HEIDEGGER: Chissà cosa sarà successo a quelli che hanno costruito tutto questo...
GABRIEL (Sorridendo sarcasticamente): Che importanza vuoi che abbia?
HEIDEGGER: È piuttosto inquietante...
GABRIEL: Lascia perdere. In questo momento sono troppo euforico per pensare a simili sciocchezze. Piuttosto... ripetimi di nuovo quella cosa...
Il volto di Gabriel somigliava a quello di un uomo ubriaco, inebriato dalle sue stesse ambizioni. Heidegger non poté fare a meno di sentire un forte disagio osservando il sorriso e lo sguardo allucinato del suo superiore.
HEIDEGGER (Deglutendo): Che cosa?
GABRIEL: Dimmelo ancora, dimmelo! Non mi stancherò mai di sentirmelo ripetere... Quanta energia è contenuta in questa colonna?
HEIDEGGER: Il calcolo è abbastanza approssimativo...
GABRIEL: Dimmelo...
HEIDEGGER: L'energia di un'intera galassia.
GABRIEL: Hu hu ha ha ha! Dimmelo ancora!
HEIDEGGER: L'energia di una intera galassia...
GABRIEL (Alzandosi in piedi): ANCORA! ANCORA!!!
HEIDEGGER: L'energia di una intera galassia...
GABRIEL: PIU' FORTE! GRIDALO! GRIDALO!!!
Ma Heidegger non riusciva più ad aprire bocca. Cominciava a provare una certa paura. Gabriel sollevò le braccia al cielo e urlò con tutto il fiato che aveva in gola.
GABRIEL: L'ENERGIA!!! DI UN'INTERA GALASSIAAA!!! HA HA HA!!! MWA HA HA HA!!!
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