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ICICLE - Parte 1

Clio era decisa, anche da sola sarebbe tornata nella sua casa, fra le montagne, ad Icicle. Il viaggio che doveva affrontare si prospettava abbastanza lungo. Secondo quanto venne a sapere, l'intersezione dimensionale tra quel mondo e il suo si era spostata nei pressi di Dollet. Da lì Clio sarebbe stata in grado di proseguire verso la sua meta. Prima però aveva bisogno di riposo e decise così di approfittare per un po' del morbido letto dell'alloggio che le era stato affidato. Si era ripromessa di dormire solo alcune ore, ma la stanchezza la costrinse a soffermarsi più di quanto avrebbe voluto.
Quando uscì dalla stanza era già notte inoltrata, tutti nel Garden dormivano profondamente, ma lei non poteva più aspettare, doveva partire il più presto possibile. Guardò fuori dalla finestra e i suoi occhi si rivolsero verso il cielo, le stelle brillavano come non mai. Le tornarono alla mente i suoi amici, ormai li considerava tali senza più alcun dubbio. Mir, Jean e Valentine erano lontani nel Garden di Galbadia, un luogo che lei non aveva mai visto in vita sua. Aveva voglia di rivederli, voleva vederli di nuovo tutti insieme. Un gruppo, un gruppo di amici come non ne aveva mai avuti.
Mentre camminava lungo il corridoio un suono attirò la sua attenzione. Sembrava una chitarra, o comunque uno strumento a corde. Anche se di fretta Clio decise di soddisfare la sua curiosità e quindi di fare una piccola deviazione.
Con sua grande sorpresa, quando finalmente si trovò di fronte il misterioso musicista, scoprì che si trattava di Artemis. La ragazza non pareva però essersi accorta della presenza della biologa e continuava a suonare quella sua canzone. Era davvero presa da quello che stava facendo e non sembrava neanche lei, con quel suo viso concentrato, privo sia di rabbia che di superbia. Era semplicemente dolce in quel momento, e niente di più.
Clio decise di andarsene lasciandola alla sua musica, ma nel movimento urtò un sasso e il rumore allertò Artemis.

ART: Ehi, chi diavolo è?

Clio un po' imbarazzata si fece vedere, ma non disse nulla.

ART: Ah, la prima donna! Cos'è non riesci a dormire per via della chitarra?

CLIO: No no, altroché, stavo semplicemente camminando e ti ho sentita, tutto qua.

ART: Uhm, sì come vuoi.

CLIO: E tu... tu com'è che sei ancora in piedi a quest'ora?

ART: Mi andava di suonare.

Artemis sembrava in qualche modo diversa, e non ci voleva chissà cosa per capirlo.

CLIO: Tutto bene?

ART: Sì.

CLIO: * Di poche parole stasera... * Lo fai spesso?

ART: Cosa?

CLIO: Suonare, suonare a quest'ora della notte.

ART: Era un po' che non suonavo, ma stanotte è... vabbé lasciamo stare, fa niente.

CLIO: Ti ha scioccato l'attacco al Garden, forse è questo che ti fa stare sveglia.

ART: Ehi psicologa dei miei stivali, queste analisi da quattro soldi rifilale a quei deficienti dei tuoi amici! È che semplicemente stanotte ho voglia di suonare perché sì, e basta, e non riesco a fermarmi e ora te ne puoi anche andare che mi infastidisci.

Clio fu un po' sorpresa da quell'improvviso attacco d'ira, però non aveva proprio voglia di iniziare una discussione quindi annuì e senza dire nulla lasciò Artemis da sola con la sua chitarra.

CLIO: * Non deve essere facile. *

   
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