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LA TRAPPOLA DI COVENANT
- Parte
1
 
Midgar non era decisamente una città come le altre. Più che un insieme di case ed edifici, era un'immensa struttura a forma di disco su cui solo successivamente erano state erette le varie abitazioni. Un'enorme colonna centrale fungeva da centro di supporto. Tutt'intorno otto piattaforme simili a spicchi di limone si elevavano a diversi metri dal terreno, e costituivano la base su cui si estendeva la "città alta". Nella zona perimetrale, disposti a formare un ottagono perfetto, sorgevano otto reattori di energia Mako. Ciascuno di essi si trovava nel punto di congiunzione tra le varie piattaforme, e lavorava incessantemente per estrarre il lifestream, l'energia vitale del pianeta, che veniva trasformato in energia elettrica. Sulla sommità della colonna centrale, il cui diametro era superiore alla sua altezza, sorgeva il quartier generale della Shinra e un agglomerato di edifici corporativi. Midgar era più che altro una mastodontica piattaforma di estrazione, sulla quale in seguito erano state costruite case, edifici, strade e ferrovie. Probabilmente ciò era avvenuto più che altro per un fatto di comodità. Quell'insieme di reattori dava lavoro a migliaia di persone e, alla fine, tutti quegli impiegati e operai trovarono molto più conveniente vivere direttamente sul posto. Il fenomeno si espanse finché non fu più possibile distinguere tra strutture industriali e strutture urbanistiche, tutto era grottescamente fuso in una specie di Frankenstein dell'edilizia.
La vita era comoda a Midgar, per coloro che avevano un lavoro, ma il prezzo da pagare in cambio di tutta quella energia era un tasso di inquinamento tra i più elevati del pianeta. Quel posto era noto come "la città dove non brilla mai il sole". Ed era proprio così, Midgar era immersa in una notte artificiale e perenne.
Quella metropoli, tuttavia, aveva un'altra faccia. Nascosto, al di sotto della città alta, sotto le otto piattaforme, si estendeva caotico lo "Slum". Una vera e propria discarica sociale, dove i reietti, i senza lavoro, e generalmente tutti coloro che non erano impiegati della Shinra, erano costretti a vivere sfruttando gli avanzi e i rifiuti della città alta. Lo Slum era totalmente abbandonato a sé stesso. Raramente la polizia interna ci metteva piede, la Shinra da anni aveva smesso di occuparsi della ristrutturazione delle aree pubbliche e dei servizi. Una sola cosa accomunava lo Slum e la città alta ed era la divisione in settori corrispondenti alle varie piattaforme. Ogni settore aveva caratteristiche proprie, c'erano luoghi simili a normali paesini, anche se sovrastati da un immenso soffitto di metallo, c'erano zone in cui si trovavano solo interminabili ammassi di rottami, e poi c'erano luoghi simili a grandi mercati all'aperto, con tanti bazar e case da gioco, tutte costruite con materiali di scarto.
Inutile dire che nello Slum il vero potere risiedeva nelle mani di poche bande malavitose, che con i loro loschi affari controllavano le vite degli sfortunati residenti.
Mir e Jean si trovavano proprio lì, e più precisamente nel Wall Market, nel sesto settore. Erano riusciti ad intrufolarsi e a mescolarsi tra la folla senza troppi problemi. In quel posto sicuramente la Shinra non avrebbe potuto scovarli.
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