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FUSIONE DIMENSIONALE
- Parte
1
 
Quando Jean, Valentine e Mir tornarono finalmente al Garden di Balamb, erano già passati due giorni. Il viaggio era stato estenuante e irto di pericoli, diverse volte dovettero nascondersi dai soldati Shinra che Covenant aveva messo loro alle calcagna. Una volta superato il passaggio interdimensionale, però, fu tutto molto più semplice. Avevano incontrato quasi subito un piccolo contingente dell'esercito galbadiano che si offrì di scortarli alla stazione più vicina. Dovettero dirigersi a Dollet e da lì procedettero via mare verso l'isola di Balamb; a causa della distruzione di Timber non era più possibile usare il tunnel ferroviario sottomarino.
Una volta varcati i cancelli del Garden, provarono tutti e tre una sorta di euforia: erano a casa. Erano stanchi, trasandati, sporchi, Jean portava ancora le ferite dell'ultimo scontro, ma erano felici.
Clio corse loro incontro e a stento trattenne lacrime di gioia. Era rimasta in apprensione per tutto quel tempo, e finalmente poteva tirare un sospiro di sollievo. Anche Krysta li stava aspettando, ma si avvicinò a loro con calma; non aveva mai dubitato per un solo istante che sarebbero tornati sani e salvi.
KRYSTA: Ve la siete presa comoda.
JEAN: Ehi, grazie per l'accoglienza calorosa!
Sorrisero tutti e due. Non avrebbero mai cambiato il loro atteggiamento, ma non c'era più rabbia nei loro occhi. Rimanevano due persone dal carattere diametralmente opposto, che inevitabilmente avrebbero continuato a litigare e ad insultarsi, ma dopo tutto quello che avevano passato insieme avevano maturato una reciproca stima, e, anche se nessuno dei due l'avrebbe mai ammesso, erano diventati due veri amici.
MIR: Vedo che questo Garden è ancora tutto intero! Allora anche senza di me ve la sapete cavare!
CLIO: Krysta è stato un ottimo leader, ha organizzato la difesa impeccabilmente!
Ci fu un moto di stupore generale.
JEAN: Krysta ha davvero impartito degli ordini?!
VALENTINE: Non posso crederci!
KRYSTA: ... Andate al diavolo...
Si misero tutti quanti a ridere. Erano successe molte cose tristi, molte persone erano morte nelle battaglie che avevano dovuto affrontare, molti eventi avevano turbato i loro cuori, ma adesso erano di nuovo tutti e cinque assieme, ed era ciò che contava.
In quel momento Bahamut e Stilzkin si unirono al gruppo.
MIR: Bahamut!
BAHAMUT: Mir! Stammi lontano, tu porti solo guai!
MIR: Sei sempre il solito scorbutico! Ma vedo che con te c'è anche il piccolo Stilzkin!
STILZKIN: Kupò! Sì, sono io, ho consegnato il messaggio, ora mantieni la promessa, kupò!
MIR: Io? Che c'entro io? Rivolgiti a Jean!
STILZKIN: Kupò?
BAHAMUT: Beh, adesso che ho visto che siete sani e salvi penso che non ci sia più bisogno di me qui. Ora devo proprio andare.
MIR: Eh? Te ne vai di già?
BAHAMUT: Ho ancora molti draghi da riportare sulla retta via.
Bahamut strizzò l'occhio e spiccò il volo.
STILZKIN: Kupò! Kupò!
CLIO: Bahamut è davvero particolare. Sembra sempre non curarsi degli altri, ma se è rimasto qui per tutto questo tempo ad aspettare, evidentemente era preoccupato.
MIR: Naaa, scommetto che se l'è dormita dall'inizio alla fine.
STILZKIN: Kupò! Kupò!
JEAN: Uhm? Ah, Stilzkin! Grazie per aver recapitato il messaggio.
STILZKIN: Adesso devi mantenere la promessa, Kupò!
VALENTINE: Eeeh!? Chi è questo strano essere parlante così carino?
STILZKIN: Sono un Moguri, kupò! Mi chiamo Stilzkin!
JEAN: Gli avevo promesso che l'avrei aiutato a tornare nel suo mondo.
STILZKIN: Allora manterrai la promessa?
JEAN: Farò tutto ciò che è in mio potere, ma prima devo trovare il cristallo dimensionale.
Come se qualcuno avesse udito quella parola lassù nel cielo, un'enorme esplosione azzurra si manifestò lontano verso l'orizzonte settentrionale emanando un'intensissima luce.
Somigliava ad un'esplosione nucleare, una deflagrazione di potenza inaudita, che nonostante la grande distanza era ben visibile anche da lì. La terra cominciò a tremare e l'aria cominciò a farsi pesante. Pochi secondi più tardi sopraggiunse un terribile boato che mandò in frantumi ogni vetro del Garden. L'onda d'urto immensa e vorticosa durò per alcuni secondi e lentamente svanì.
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