home about forum contatti
Fanfic
Libro I
  Capitolo 1
  Capitolo 2
  Capitolo 3
  Capitolo 4
  Capitolo 5
  Capitolo 6
  Capitolo 7
  Capitolo 8
  Capitolo 9
  Capitolo 10
  Capitolo 11
  Capitolo 12
  Capitolo 13
  Capitolo 14
  Capitolo 15
  Capitolo 16
  Capitolo 17
  Capitolo 18
  Capitolo 19
Libro II
  Capitolo 1
  Capitolo 2
  Capitolo 3
  Capitolo 4
Secret Files
Artwork
Music
 
 
Staff
Downloads
Links



www.ffdream.it - Final Fantasy Top100
 

 
Parte 1 | 2 | 3 | 4 | ... | 11 |

 

 


DISPERSI - Parte 1

Nel buio, nell'oscurità più totale, la bestia attendeva paziente il giorno della vendetta. Attendeva, attendeva, attendeva; un'attesa che sembrava non avere mai fine. Nel corso dei secoli il tempo era divenuto per lei qualcosa di imperscrutabile.
In un universo senza né luce né ombre, senza né il giorno né la notte, senza né vita né morte, lo stesso concetto di futuro, di passato e di presente aveva perso totalmente ogni significato.
I primi mesi li aveva passati ad urlare. Se solo non fosse stata immersa nel vuoto più totale, il suo struggente ululato si sarebbe propagato per migliaia di chilometri, ma non c'era modo di spezzare quell'opprimente silenzio in cui si trovava. Urlava, urlava, fino a farsi sanguinare la gola, ma non c'era alcun suono, niente, solo il nulla. In preda ad una feroce ed ottenebrante follia, aveva vagato nel nulla in cerca di qualcosa, anche solo una piccola vaga forma di esistenza sui cu sfogare la sua impellente sete di sangue e distruzione. Nulla. Finì per sfogarsi sulla sua stessa carne, dilaniando mordendo e distruggendo i suoi stessi arti. Ciò alimentò oltremodo il suo dolore, ma non la uccise, no. Lei non poteva morire. Il suo crudele destino non le concedeva nemmeno quest'ultima estrema speranza. Nessun nemico da combattere, nessun oggetto su cui sfogare la propria ira, nessun modo per sfuggire alla propria solitudine, nessun modo neppure per porre fine alla propria esistenza.
Per Doom Gaze non ci fu altro che questo nell'arco di undici secoli.
Superati i primi cento anni, fu come sprofondare in una sorta di esistenza sospesa, il tempo si annullò e cominciò a scorrere in maniera pressoché istantanea, finché un giorno una luce azzurra esplose in lontananza facendosi messaggera di una nuova speranza. Ormai desueto anche solo dal pensare, Doom Gaze inseguì tale inaspettata fonte di luce, ma fu troppo lento, l'esplosione svanì nel nulla e rimase bloccato in quell'oscuro universo.
Come in un patetico gioco del gatto e del topo, in quelle ultime settimane il Dio dei draghi inseguì disperatamente l'illusione di quelle luci, ma sempre in ritardo, sempre troppo tardi per poterle toccare. Ormai aveva ripreso piena coscienza di sé, ma ciò gli rendeva ancor più difficile tollerare quei continui scherzi crudeli. Alcuni esseri di altri mondi si presentarono alla sua vista, e al solo vederli emise un grido di gioia infantile e si abbandonò al piacere di poter dilaniare e divorare un altro essere vivente dopo millenni di totale astinenza.
Ma non era in fondo una gran soddisfazione. In un luogo ad atmosfera zero, senza aria da respirare e senza la benché minima fonte di calore, quelle malaugurate creature morivano istantaneamente.
L'unica eccezione era stata quella bizzarra struttura metallica di colore rosso che per alcuni minuti, ma Doom Gaze non sapeva stabilirlo con certezza, aveva fatto visita a quell'universo oscuro. Quando si fu avvicinato abbastanza riconobbe in essa l'inconfondibile arte degli esseri umani e poco dopo si rese conto che degli uomini erano effettivamente all'interno.
La cosa lo eccitò a dismisura, dopo molti anni finalmente poteva rivedere l'oggetto del suo odio, gli esseri che l'avevano sconfitto e umiliato, ma più che odio quello che provò fu una gioia immensa. Anche se nemiche quelle creature erano pur sempre uno dei suoi principali legami con la sua vecchia vita, la speranza di poter ritornare ad essere un Dio vendicatore lo invase dalla testa alla coda e un senso di incommensurabile euforia gli ottenebrò la mente.
Avrebbe potuto scagliare contro di loro un Megaflare e annullarli completamente, poteva farlo. L'avrebbe potuto fare e non avrebbero avuto scampo, ma non voleva, erano la sua ancora, nemmeno più si ricordava com'erano fatti quegli umani che tanto odiava. Avrebbe voluto divertirsi un po', avrebbe voluto "giocare" con loro. Ma proprio quando era ormai all'apice della sua malsana euforia, un'esplosione sopraggiunse; un'altra, l'ennesima, davanti ai suoi occhi, e come sempre sparì prima di poterla raggiungere.
Per la sua mente già duramente provata fu troppo. Precipitò istantaneamente dal paradiso più luminoso ai più oscuri recessi dell'inferno, urlò così forte che i suoi polmoni esplosero, ma nello spazio più profondo non si udì il benché minimo suono.
Cominciò a sparare i suoi Megaflare ovunque nel vuoto, a centinaia, ma fu come fare tanti buchi nell'acqua. Pianse, pianse lacrime amare, lui che un tempo era un Dio era ora del tutto impotente.

   
\successiva
Fanfic
Artwork
Music
Site
Qual č l'avversario pių temibile per i sei protagonisti?
Gevurah
Doom Gaze
Gabriel Shinra
Madogal Hanson
P84
Covenant McLeod